Audience for pilot’s

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Cari Fratelli e Sorelle,

sono lieto di accogliervi e di rivolgere il mio cordiale benvenuto a tutti voi, che rappresentate il variegato mondo dell’aviazione civile italiana. Saluto con deferenza le Autorità civili e militari, con un pensiero speciale per il Signor Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Senatore Altero Matteoli, e il Prof. Vito Riggio, presidente dell’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), che ringrazio per le cortesi parole che mi hanno rivolto. Saluto il Dott. Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha voluto presenziare a questo importante incontro. Rivolgo infine il mio pensiero ai dirigenti e a tutti gli operatori dell’ENAC, dell’ENAV (Società Nazionale per l’Assistenza al Volo) e delle altre realtà che compongono il sistema dell’aviazione civile.

Durante l’ultimo secolo, le frontiere della mobilità si sono enormemente ampliate con l’utilizzazione sempre più frequente dell’aereo. I cieli rappresentano oggi in maniera crescente quelle che potremmo chiamare le «autostrade» della viabilità moderna e, di conseguenza, gli aeroporti sono diventati crocevia privilegiati del villaggio globale; in essi, ogni giorno, come è stato ricordato, transitano milioni di persone. A voi e alla realtà che rappresentate è affidata la gestione e l’organizzazione sempre più complessa di questo snodo della vita contemporanea e della comunicazione tra persone e popoli. Si tratta di un lavoro spesso discreto e poco conosciuto, che non sempre viene notato dagli utenti, ma che non sfugge agli occhi di Dio, il quale vede la fatica dell’uomo, anche quella nascosta (cfr Mt 6,6).

I compiti a voi affidati sono veramente notevoli! Siete chiamati a regolare e controllare il traffico aereo e a provvedere all’efficienza del sistema nazionale dei trasporti, nel rispetto degli impegni internazionali del Paese; a garantire agli utenti ed alle imprese la sicurezza dei voli, la tutela dei diritti, la qualità dei servizi negli scali e l’equa competitività nel rispetto dell’ambiente. In tali molteplici impegni, è importante ricordare che, in ogni progetto e attività, il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è la persona, nella sua integrità (cfr Lett. enc. Caritas in veritate, n. 25). Essa, infatti, deve rappresentare il fine e non il mezzo a cui tendere incessantemente. Sant’Ambrogio ci ricorda che «l’uomo è il culmine e quasi il compendio dell’universo, e la suprema bellezza della creazione» (Exameron IX, 75). Il rispetto di tali principi può apparire particolarmente complesso e difficile nell’attuale contesto, a motivo della crisi economica, che provoca problematici effetti nel settore dell’aviazione civile, e della minaccia del terrorismo internazionale, che prende di mira pure gli aeroporti e gli aerei per attuare le proprie trame eversive. Anche in questa situazione occorre non perdere mai di vista che il rispetto del primato della persona e l’attenzione alle sue necessità, non solo non rendono meno efficace il servizio e non penalizzano la gestione economica, ma, al contrario, rappresentano importanti garanzie di vera efficienza e di autentica qualità.

L’odierno aeroporto appare sempre più specchio del mondo e «luogo» di umanità, dove s’incontrano persone di varie nazionalità, culture e religioni. Nelle aerostazioni passano ogni anno milioni di passeggeri per recarsi nei luoghi di vacanza o di lavoro, per raggiungere i familiari con cui condividere momenti felici o dolorosi. Molti utilizzano l’aereo per compiere un pellegrinaggio alla ricerca di momenti di spiritualità e di esperienza di Dio. In questi anni, poi, l’aeroporto è diventato luogo dove migranti e profughi vivono vicende di attesa, di speranza e di timori per il loro futuro. Inoltre, si rivela sempre più consistente la presenza di bambini e anziani, handicappati e malati, bisognosi di cure e di attenzioni speciali.  Negli ultimi decenni, anche per il Successore di Pietro, l’aereo è diventato un insostituibile strumento di evangelizzazione. Come non ricordare qui lo spazio che hanno avuto gli aeroporti e gli aerei nei Viaggi apostolici compiuti da me e dai miei Venerati Predecessori? Di questo prezioso servizio non posso che ringraziare voi tutti!

La Chiesa, inoltre, riserva per il mondo dell’Aviazione civile una particolare cura pastorale. Infatti, come ricordava il Venerabile Papa Giovanni Paolo II pensando proprio al vostro ambiente così vario e complesso: «quanto si desidera… incontrare un volto amico, ascoltare una parola serena, ricevere un gesto di cortesia e di concreta comprensione!» (Omelia all’Aeroporto di Fiumicinio, 10 dicembre 1991). A tali esigenze la Comunità cristiana risponde con il servizio delle Cappelle e dei Cappellani degli Aeroporti, rivolto principalmente al personale di volo e di terra, a quello di polizia, dogana e sicurezza, e a quello medico e paramedico, ma anche a tutti coloro che passano negli aeroporti. Questa presenza ricorda che ogni persona ha una dimensione trascendente, spirituale, e aiuta a riconoscersi una sola famiglia, composta da soggetti che non sono semplicemente uno accanto all’altro, ma che, ponendosi in relazione con gli altri e con Dio, realizzano una solidarietà fraterna fondata sulla giustizia e sulla pace (cfr Lett. enc. Caritas in veritate, nn. 53-54).

Cari amici, il 24 marzo 1920 il mio predecessore Benedetto XV, di venerata memoria, coronando il desiderio di alcuni pionieri dell’aviazione, proclamava la Beata Vergine di Loreto Patrona di tutti gli aeronaviganti, con riferimento all’»arcangelo Gabriele, che dal cielo è sceso per portare a Maria ‘il lieto annuncio’ della Divina Maternità» (Lc 1,26-38) e alla devota tradizione legata alla Santa Casa. Alla Vergine Lauretana affido il vostro lavoro e ogni vostra iniziativa. Ella vi aiuti a cercare sempre e in ogni cosa «il regno di Dio e la sua giustizia» (Mt 6,33). Vi accompagni la Benedizione Apostolica, che di cuore imparto a ciascuno di voi ed ai vostri cari.

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