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	<title>BENEDICT XVI.TV - VIDEO - speeches, events, clips - FREE DOWNLOAD &#187; 2008</title>
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		<title>Recitation rosary. Basilica di Santa Maria Maggiore</title>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2008 06:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari fratelli e sorelle, al termine di questo momento di preghiera mariana, desidero rivolgere a tutti voi il mio cordiale saluto e ringraziarvi per la vostra partecipazione. Saluto in particolare il Cardinale Bernard Francis Law, Arciprete di questa stupenda Basilica di Santa Maria Maggiore. Questo è, in Roma, il tempio mariano per eccellenza, in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari fratelli e sorelle,</p>
<p>al termine di questo momento di preghiera mariana, desidero rivolgere a tutti  voi il mio cordiale saluto e ringraziarvi per la vostra partecipazione. Saluto  in particolare il Cardinale Bernard Francis Law, Arciprete di questa stupenda Basilica<span id="more-1120"></span> di Santa Maria Maggiore. Questo è, in Roma, il tempio mariano per  eccellenza, in cui il popolo della Città venera con grande affetto l’icona di  Maria <em>Salus Populi Romani</em>. Ho accolto volentieri l’invito che mi è stato  rivolto nel primo sabato del mese di maggio, a guidare il santo Rosario, secondo  la bella tradizione che ho vissuto fin dalla mia infanzia. Nell’esperienza della  mia generazione, infatti, le sere di maggio rievocano dolci ricordi legati agli  appuntamenti vespertini per rendere omaggio alla Madonna. Come, infatti,  dimenticare la preghiera del Rosario in parrocchia oppure nei cortili delle case  e nelle contrade dei paesi?</p>
<p>Oggi insieme confermiamo che il santo Rosario non è una pia pratica relegata al  passato, come preghiera di altri tempi a cui pensare con nostalgia. Il Rosario  sta invece conoscendo quasi una nuova primavera. Questo è senz’altro uno dei  segni più eloquenti dell’amore che le giovani generazioni nutrono per Gesù e per  la Madre sua Maria. Nel mondo attuale così dispersivo, questa preghiera aiuta a  porre Cristo al centro, come faceva la Vergine, che meditava interiormente tutto  ciò che si diceva del suo Figlio, e poi quello che Egli faceva e diceva. Quando  si recita il Rosario si rivivono i momenti importanti e significativi della  storia della salvezza; si ripercorrono le varie tappe della missione di Cristo.  Con Maria si orienta il cuore al mistero di Gesù. Si mette Cristo al centro  della nostra vita, del nostro tempo, delle nostre città, mediante la  contemplazione e la meditazione dei suoi santi misteri di gioia, di luce, di  dolore e di gloria. Ci aiuti Maria ad accogliere in noi la grazia che promana da  questi misteri, affinché attraverso di noi possa “irrigare” la società, a  partire dalle relazioni quotidiane, e purificarla da tante forze negative  aprendola alla novità di Dio. Il Rosario, quando è pregato in modo autentico,  non meccanico e superficiale ma profondo, reca infatti pace e riconciliazione.  Contiene in sé la potenza risanatrice del Nome santissimo di Gesù, invocato con  fede e con amore al centro di ogni Ave Maria.</p>
<p>Cari fratelli e sorelle, ringraziamo Dio che ci ha concesso di vivere questa  sera un’ora così bella di grazia, e nelle prossime sere di questo mese mariano,  anche se saremo distanti, ciascuno nelle proprie famiglie e comunità, sentiamoci  ugualmente vicini e uniti nella preghiera. Specialmente in questi giorni che ci  preparano alla solennità della Pentecoste restiamo uniti con Maria invocando per  la Chiesa una rinnovata effusione dello Spirito Santo. Come alle origini, Maria  Santissima aiuti i fedeli di ogni comunità cristiana a formare un cuore solo e  un’anima sola. Vi affido le intenzioni più urgenti del mio ministero, le  necessità della Chiesa, i grandi problemi dell’umanità: la pace nel mondo,  l’unità dei cristiani, il dialogo fra tutte le culture. E pensando a Roma e  all’Italia vi invito a pregare per gli obiettivi pastorali della Diocesi, e per  lo sviluppo solidale di questo amato Paese. Al nuovo Sindaco di Roma, Onorevole  Gianni Alemanno, che vedo qui presente, rivolgo l’augurio di un proficuo  servizio per il bene dell’intera comunità cittadina. A tutti voi qui convenuti e  a quanti si sono uniti a noi mediante la radio e la televisione, in particolare  ai malati e agli infermi, imparto di cuore la Benedizione Apostolica.</p>
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		<title>Mass of Suffrage for Archbishop Paulos Faraj Rahho of Mossul</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 09:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerati e cari Fratelli, siamo entrati nella Settimana Santa portando nel cuore il grande dolore per la tragica morte del caro Monsignor Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo di Mossul dei Caldei. Ho voluto offrire questa santa Messa in suo suffragio, e vi ringrazio di avere accolto il mio invito a pregare insieme per lui. Sento vicini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerati e cari Fratelli,</p>
<p>siamo entrati nella Settimana Santa portando nel cuore il grande dolore per la  tragica morte del caro Monsignor Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo di Mossul dei  Caldei. Ho voluto offrire questa santa Messa in suo suffragio<span id="more-1127"></span>, e vi ringrazio di  avere accolto il mio invito a pregare insieme per lui. Sento vicini a noi, in  questo momento, il Patriarca di Babilonia dei Caldei, Cardinale Emmanuel III  Delly, e i Vescovi di quella amata Chiesa che in Iraq soffre, crede e prega. A  questi venerati Fratelli nell’Episcopato, ai loro Sacerdoti, ai Religiosi ed ai  fedeli tutti invio una particolare parola di saluto e di incoraggiamento,  confidando che nella fede essi sappiano trovare la forza per non perdersi  d’animo nella difficile situazione che stanno vivendo.</p>
<p>Il contesto liturgico in cui ci troviamo è il più eloquente possibile: sono i  giorni in cui riviviamo gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù: ore  drammatiche, cariche di amore e di timore, specialmente nell’animo dei  discepoli. Ore in cui si fece netto il contrasto tra la verità e la menzogna,  tra la mitezza e la rettitudine di Cristo e la violenza e l’inganno dei suoi  nemici. Gesù ha sperimentato l’approssimarsi della morte violenta, ha sentito  stringersi attorno a sé la trama dei persecutori. Ha sperimentato l’angoscia e  la paura, fino all’ora cruciale del Getsemani. Ma tutto questo Egli ha vissuto  immerso nella comunione con il Padre e confortato dall’“unzione” dello Spirito  Santo.</p>
<p>Il Vangelo odierno ricorda la cena di Betania, che allo sguardo pieno di fede  del discepolo Giovanni rivela significati profondi. Il gesto di Maria, di ungere  i piedi di Gesù con l’unguento prezioso, diventa un estremo atto di amore  riconoscente in vista della sepoltura del Maestro; e il profumo, che si diffonde  in tutta la casa, è il simbolo della sua carità immensa, della bellezza e bontà  del suo sacrificio, che riempie la Chiesa. Penso al sacro Crisma, che unse la  fronte di Mons. Rahho nel momento del suo Battesimo e della sua Cresima; penso  all&#8217;unzione dello Spirito Santo nel giorno dell’Ordinazione sacerdotale, e poi ancora  nel giorno della sua consacrazione episcopale. Ma penso anche alle tante “unzioni” di  affetto filiale, di amicizia spirituale, di devozione che i suoi fedeli  riservavano alla sua persona, e che l’hanno accompagnato nelle ore terribili del  rapimento e della dolorosa prigionia – dove giunse forse già ferito –, fino  all’agonia e alla morte. Fino a quella indegna sepoltura, dove poi sono state  ritrovate le sue spoglie mortali. Ma quelle unzioni, sacramentali e spirituali,  erano pegno di risurrezione, pegno della vita vera e piena che il Signore Gesù è  venuto a donarci!</p>
<p>La Lettura del profeta Isaia ci ha posto dinanzi la figura del Servo del  Signore, nel primo dei quattro “Carmi”, in cui risaltano la mitezza e la forza  di questo misterioso inviato di Dio, che si è pienamente realizzato in Gesù  Cristo. Il Servo è presentato come colui che “porterà il diritto”, “proclamerà  il diritto”, “stabilirà il diritto”, con un’insistenza su questo termine che non  può passare inosservata. Il Signore lo ha chiamato “per la giustizia” ed egli  realizzerà questa missione universale con la forza non violenta della verità.  Nella Passione di Cristo vediamo l’adempimento di questa missione, quando Egli,  di fronte a un’ingiusta condanna, rende testimonianza alla verità, rimanendo  fedele alla legge dell’amore. Su questa stessa via, Mons. Rahho ha preso la sua  croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto  nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità.  Egli è stato un uomo di pace e di dialogo. So che egli aveva una predilezione  particolare per i poveri e i portatori di handicap, per la cui assistenza fisica  e psichica aveva dato vita ad una speciale associazione, denominata <em>Gioia e  Carità</em> (“Farah wa Mahabba”), alla quale aveva affidato il compito di  valorizzare tali persone e di sostenerne le famiglie, molte delle quali avevano  imparato da lui a non nascondere tali congiunti e a vedere Cristo in essi. Possa  il suo esempio sostenere tutti gli iracheni di buona volontà, cristiani e  musulmani, a costruire una convivenza pacifica, fondata sulla fratellanza umana  e sul rispetto reciproco.</p>
<p>In questi giorni, in profonda unione con la Comunità caldea in Iraq e  all’estero, abbiamo pianto la sua morte, e il modo disumano in cui ha dovuto  concludere la sua vita terrena. Ma oggi, in questa Eucaristia che offriamo per  la sua anima consacrata, vogliamo rendere grazie a Dio per tutto il bene che ha  compiuto in lui e per mezzo di lui. E vogliamo al tempo stesso sperare che, dal  Cielo, egli interceda presso il Signore per ottenere ai fedeli di quella Terra  tanto provata il coraggio di continuare a lavorare per un futuro migliore. Come  l’amato Arcivescovo Paulos si spese senza riserve a servizio del suo popolo,  così i suoi cristiani sappiano perseverare nell’impegno della costruzione di una  società pacifica e solidale sulla via del progresso e della pace. Affidiamo  questi voti all’intercessione della Vergine Santissima, Madre del Verbo  incarnato per la salvezza degli uomini, e perciò, per tutti, Madre della  speranza.</p>
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		<title>2008 old</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 14:23:24 +0000</pubDate>
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